Scopri la magia della June Art Fair nel bunker di Basilea

Un viaggio sotterraneo tra le opere di 12 gallerie internazionali e gli spazi trasformati dallo studio Herzog & de Meuron.

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  • La fiera ha visto una riduzione del numero di espositori da 16 a 12 per dare più spazio ai partecipanti e valorizzare le opere esposte.
  • La gallerista Yugari Hagiwara di Hagiwara Projects Tokyo presenta piccole opere dell’artista britannico Gabriel Hartley.
  • Lo studio di architettura Herzog & de Meuron ha trasformato un bunker in uno spazio espositivo unico, aumentando l'attrazione dell'evento.

A poca distanza dall’Art Basel, in uno spazio ricavato da un bunker in cemento, scopriamo la Fiera d’Arte di Giugno, un evento di espressioni artistiche contemporanee che si propone come alternativa intergenerazionale. Nata nel 2019, la Fiera è una creatura dei galleristi Esperanza Rosales (VI, VII di Oslo) e Christian Andersen (omonimo di Copenaghen) con l’intento di riaccendere la magia della prima esperienza a Liste, fiera satellite dell’Art Basel. L’intuizione prende forma dal desiderio di crescita e dalla necessità di portare avanti una visione differente nell’universo delle gallerie.

Partiti dall’idea che il bisogno di sperimentare è fondamentale per evolversi come spazi espositivi, Rosales ha dichiarato ad ARTnews: “La lentezza delle fiere ci ha spinto a cimentarci in qualcosa di alternativo”. Il nome della fiera cattura lo spirito ribelle e innovativo dell’iniziativa. Rubato dal motto “See you in June” (Ci vediamo a giugno, in riferimento all’Art Basel), il nome gioca con “Death in June”, una band di neofolk del musicista inglese Douglas Pearce.

Il bunker che ospita la fiera è stato trasformato in uno spazio espositivo dallo studio di architettura Herzog & de Meuron, un motivo in più per non perdere l’evento. L’ascensore porta i visitatori tre piani più in basso, un viaggio che attizza la curiosità e l’eccitazione per l’offerta artistica delle 12 gallerie partecipanti. Quasi la metà delle gallerie, come Cento, Lagune Ouest, Magician Space, PALAS, e Property Holdings Development Group (Hong Kong), debuttano quest’anno alla Fiera.

Quest’anno, la fiera ha visto una riduzione del numero di espositori, da sedici a dodici. Questa decisione, spiega Rosales, è stata presa per dare più spazio ai partecipanti e valorizzare le opere esposte. La gallerista Yugari Hagiwara, di Hagiwara Projects Tokyo, presenta piccole opere dell’artista britannico Gabriel Hartley, mentre Rosales, con lo spazio VI, VII, espone lavori video di Yu Shuk Pui Bobby. La fedeltà degli espositori abituali spiega l’atmosfera intima della fiera: “È una fiera cool”, ha affermato il dealer Jacky Strenz, originario di Francoforte, “Siamo un gruppo fantastico di gallerie, non esiste competizione tra noi. È come se vecchi amici si ritrovassero”.

June Art Fair 2024: Un’Edizione Internazionale nel Cuore di Basilea

Dal 10 al 16 giugno torna la June Art Fair, giunta alla sua sesta edizione, che presenta 12 gallerie e 20 artisti provenienti da 10 paesi. La fiera si svolge presso Riehenstrasse 90B di Basilea, in un iconico bunker di cemento trasformato in galleria dallo studio di architettura Herzog & de Meuron, vincitore del Premio Pritzker. “June è una fiera d’arte internazionale guidata da gallerie e piattaforma espositiva che si svolge annualmente dal 2019. È un’alternativa alla tradizionale esperienza delle fiere, privilegiando un formato aperto che si distingue per un gruppo di partecipanti selezionato e intergenerazionale, incoraggiati al dialogo e alla collaborazione”, hanno ricordato gli organizzatori.

A pochi passi da Messeplatz, la fiera si svolge in un iconico bunker di cemento trasformato in galleria dallo studio Herzog & de Meuron. Le dimensioni modeste e la comoda posizione, nelle vicinanze di Messeplatz e Art Basel, rendono la June Art Fair una destinazione chiave durante la settimana dell’arte di Basilea. Dopo la collaborazione digitale online del 2021 con Hauser & Wirth, il 2024 segna la quinta edizione fisica e la sesta iterazione complessiva della fiera.

Circondata dal giardino comunitario del Landhof, la posizione di June riflette la natura comunitaria della fiera, come luogo di tranquillità e riposo durante le settimane fieristiche più affollate. Le gallerie che tornano a June per l’edizione 2024 includono VI, VII (Oslo), Christian Andersen (Copenhagen), Hagiwara Projects (Tokyo), The Green Gallery (Milwaukee), Parisa Kind (Frankfurt), Misako & Rosen (Tokyo) e Jacky Strenz (Frankfurt). Inoltre, PROVENCE, una casa editrice e agenzia d’arte contemporanea transeuropea guidata da artisti, torna con un’installazione pittorica e un archivio collettivo con una prospettiva ironica sulla partecipazione alle strutture aziendali.

Artissima 2023: Un’Edizione Sperimentale e Innovativa

La fama di Artissima come la fiera più sperimentale d’Italia dedicata all’arte contemporanea è confermata anche nella sua trentesima edizione, che si è tenuta dal 3 al 5 novembre all’Oval Lingotto di Torino. Quest’anno, la fiera ha ospitato 181 gallerie italiane ed estere, contro le 174 dello scorso anno, con 39 gallerie che espongono per la prima volta. Luigi Fassi, curatore dell’edizione 2023, ha sottolineato: “Quasi quaranta gallerie partecipano per la prima volta ad Artissima, e le innumerevoli conferme e ritorni testimoniano l’attrattività della fiera come catalizzatore di esperimenti, ricerche e investimenti di mercato artistico”.

Sessantotto gallerie hanno proposto progetti monografici curati, confermando l’interesse di Artissima come evento con un approccio formativo e culturale, attento all’interscambio economico-commerciale. In un periodo di crisi dei valori e pericolosa omogeneizzazione e polarizzazione del pensiero, Artissima ha scelto il tema “Relations of Care”. Questo tema si rifà al pensiero dell’antropologo brasiliano Renzo Taddei, che propone un’ipotesi di superamento delle crisi del nostro tempo ispirandosi al pensiero indigeno amazzonico.

L’edizione di Artissima ha ospitato Taddei, che ha tenuto una “light lectio” sul tema, invitando a seguire un modello che abbandoni l’ideologia di alterità e superiorità dell’uomo occidentale nei confronti della natura e degli esseri umani. Tra le iniziative in fiera, un ciclo di talk sul tema della cura, “Made In”, con quattro aziende che accoglieranno artisti in residenza dal 2024 (dott. Gallina, Guido Gobino, Kristina Ti e Pininfarina Architecture), in collaborazione con Juventus e in dialogo con la Fondazione Torino Musei.

I nostri consigli

Per chi è interessato a esplorare ulteriormente il mondo delle fiere d’arte contemporanea, consigliamo di visitare la “Fiera Arte in Nuvola” a Roma, che si terrà dal 23 al 26 novembre presso il centro congressi La Nuvola di Roma Eur. Questa fiera offre una connessione tra opere di pittura, oggetti di design e complementi d’arredo di vari artisti, creando un’esperienza unica e coinvolgente.

Per gli appassionati di arte contemporanea, un evento da non perdere è la mostra “Fuego” presso la Galleria Bunker di Firenze, aperta dal 13 giugno al 30 settembre 2024. Questa mostra esprime l’energia impetuosa e istintiva del progetto, accostando grandi maestri ad artisti emergenti in un contesto unico e suggestivo.

Infine, riflettendo sul tema della cura e dell’arte come strumento di cambiamento, invitiamo i lettori a considerare come l’arte possa influenzare positivamente la nostra percezione del mondo e stimolare una riflessione personale. Partecipare a questi eventi non solo arricchisce la nostra conoscenza artistica, ma ci offre anche l’opportunità di connetterci con altre persone e culture, promuovendo un dialogo aperto e inclusivo.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)
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2 Comments

  1. 2. Commento di Giulia: Bah, non riesco a vedere cosa ci sia di affascinante in un bunker… Mi sembra solo un modo per richiamare l’attenzione e fare i alternativi senza reale sostanza.

  2. 1. Commento di Marco: Questa fiera d’arte nel bunker suona affascinante! Un’ottima alternativa alla solita Art Basel. Credo che offrire uno spazio diverso possa stimolare davvero gli artisti. Non vedo l’ora di visitarla!

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